Ref:
Date:
Location:
Photographer:
Biography, reviews, texts

A review by Massimiliano Giordano (in Italian)

Article text
Della cenere e del vento

Libera riflessione di uno spettatore comune.

“Non mi sono mai stancato di assistere alla nascita di un’immagine.”
Cesare Bedognè, Della cenere e del vento/Of ashes and wind, Abao AQu edizioni, 2014



Aprendo per la prima volta il fotolibro di Cesare Bedognè ho avuto la sensazione di trovarmi
di fronte ad un piccolo scrigno di immenso valore. Pieno di ricordi, ricerca artistica e un velo
d’amarezza che caratterizza l’opera. Sfogliando le pagine, laddove si trovano le riflessioni
degli autori (Cesare Bedognè, Emanuele Ferrari e Christian Stokbro Karlsen), si intuisce il
lavoro di ricerca antropologica e antropomorfa anche dal fatto che metà pagina è tradotta in
inglese, così come il titolo. Potrà sembrare una nota editoriale irrilevante ma a mio avviso non
lo è, basta leggerne i contenuti o guardare le fotografie per capire quanto questa soluzione sia
apparsa come un’opzione quasi obbligata in fase di pubblicazione.
Le fotografie coprono un tempo che si avvia dai primi anni novanta per finire ai giorni nostri
e geograficamente arrivano oltre oceano. Si tratta di tavole legate da un filo conduttore: lo
stile fotografico (anche in Broken Images che ha più le sembianze di un progetto a sé). Ci tengo
a precisare che la ricerca stilistica è tutto ciò a cui, noi fotografi, ambiamo ed è anche ciò che
ci tormenta di più, a partire dalla composizione dell’immagine fino ad arrivare alla
postproduzione. Cesare invece sembra avere interiorizzato questa certezza e ce lo dimostra
donandoci uno stile omogeneo in più di vent’anni di tavole. Un bianco e nero nudo e crudo,
assoluto, spesso sfocato e con una storia da raccontare. Storie che meritano di essere ricordate
e di restare incastonate lì, tra il bianco e nero e la marcata grana della pellicola di Cesare
Bedognè.

Massimiliano Giordano